Se potessi, sceglieresti di fare esattamente ciò che fai?

Sembra banale, quasi da test di giornale, ma non lo è.

il Blog di 2diNoi2

Vincite milionarie a parte, la vita di ognuno di noi è fatta di piccoli passi, niente succede per caso o senza fatica o senza il tempo per farla maturare.

Superati i 35 la società ti vuole, diciamo così, sistemato: un lavoro, una casa, magari dei figli, un reddito stabile, una carriera.
Se non sei a questo punto rischi di sentirti un fallito, un buono a nulla o, come nel nostro caso, un sognatore incallito.
Peccato che pare non ci sia sempre spazio per chi sogna ad occhi aperti ma soprattutto crede che i sogni possano diventare realtà.
Allora spesso ci accontentiamo, troviamo una zona di confort anche molto buona per carità ma smettiamo di farci la domanda che tutti i natali ci ponevano i nostri parenti: cosa vuoi fare da grande?

Non ti chiedi più se a 40 anni sei ancora convinto che ti piaccia l’ingegneria e non osi nemmeno confidare a tua moglie che in realtà vorresti lavorare all’aria aperta, magari in un bar sulla spiaggia- non dici ai tuoi genitori che ti hanno pagato mille anni di università che il tribunale ti fa schifo e gli avvocati pure e che se ci pensi bene vorresti insegnare yoga, e non pensi più di essere capace a scrivere perché ormai hai fatto ragioneria e ti hanno assunto a 18 anni e punti alla pensione.

Purtroppo è così, molte, moltissime volte, ci adeguiamo a vivere una vita che non è più nostra per non sconvolgere tutto, per non rischiare il posto, per il mutuo da pagare o per mancanza di coraggio.
Coraggio letteralmente significa AVERE CUORE, metterci il cuore per affrontare tutte le situazioni difficili che ti si parano davanti, per affrontare la paura che il cambiamento inevitabilmente porta con se, per lasciarsi invadere dalle emozioni e imparare a gestirle invece che reprimerle e attendere che riaffiorino in tanti modi sbagliati o, peggio, non riaffiorino mai, lasciandoci apatici a vivere una vita che non sceglieremmo più.

Quello che voglio dire è che noi lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra unica vita, a chi ci sta vicino e ai nostri figli, essere felici è un dovere non solo un diritto e chiedersi ripetutamente se davvero stiamo scegliendo la nostra strada o sono altri a scegliere per noi è indispensabile.
A me non lo hanno mai chiesto, erano altri tempi e difficilmente si parlava di ciò che sentivi ma tanto di ciò che sembravi e allora ho deciso di chiederlo ai miei figli: Sei felice? Ti sei divertito a scuola?

Sembra banale ma crescere sapendo che ciò che vuoi è fondamentale spero non li allontani mai dalla consapevolezza di loro stessi, spero che capiscano che la felicità è una scelta e non significa minimamente non soffrire o ridere in continuazione, significa essere consapevoli che si è dove si vuol essere, si sta costruendo la vita che si vuole nel rispetto della vita degli altri
Allora, se potessi, sceglieresti di fare esattamente ciò che fai?

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